Cannabis per trattare l' Insonnia

19.10.2020


L'INSONNIA, UN DISTURBO ESTREMAMENTE DIFFUSO E DEBILITANTE, PUÒ ESSERE EFFICACEMENTE TRATTATO CON LA CANNABIS MEDICA 

25 secoli dopo Eraclito il sonno è infatti considerato ancora uno dei grandi misteri della Biologia.

Nessuno ha dubbi in merito al fatto che dormire sia una necessità. 

Nella società moderna solo un adulto su due è in grado di soddisfare completamente il bisogno di sonno ed il deficit cronico di sonno è frequente.

Questo influenza la capacità di comunicare, di decidere, di apprendere, e ha conseguenze sul metabolismo ormonale e sulla funzionalità del sistema immunitario, sulla salute e sull'umore: si tratta di un disturbo molto serio da non sottovalutare e che può intaccare profondamente l'equilibrio della persona.

I risultati di una recente indagine volta ad indagare la prevalenza di Insonnia in Italia, hanno evidenziato che circa 22 milioni di italiani avevano sofferto nell'arco dell'anno precedente di disturbi del sonno, di questi 4,5 milioni in maniera cronica.

Nella sola città di Roma, sono circa 800 mila le persone che sostengono di dormire poco, male o non dormire affatto. 

L'Insonnia è uno dei più diffusi disturbi del sonno, ed è caratterizzata da sintomi che si presentano al momento dell'addormentamento, durante la notte e le ripercussioni proseguono durante il giorno, quali: difficoltà a conciliare o mantenere un sonno ininterrotto, la percezione di non stare dormendo profondamente, risvegli anticipati o comunque prima che ci si senta completamente riposati, stanchezza e sonnolenza diurna, difficoltà cognitive e comunicative, tendenza a incidenti ed errori, e preoccupazione che precede l'ora in cui si desidera mettersi a letto e prendere sonno.

Ma perché si arriva ad una condizione simile? L'insonnia può presentarsi come sintomo unico o in concomitanza con patologie: il dolore e l'impossibilità di trovare una posizione in cui riposare fanno sì che il sonno ne risulti compromesso ed in questo caso si parla di Insonnia Secondaria. Anche alcune patologie psichiatriche sono caratterizzate da questo sintomo.
Non è infrequente che soggetti stressati non riescano a dormire e lo stesso avviene nel disturbo post-traumatico. Orari irregolari e cattive abitudini possono contribuire all'insorgenza o al mantenimento del disturbo. Alcune volte è la difficoltà personale a lasciar andare le tensioni e le preoccupazioni accumulate durante la giornata a provocare notti in bianco. 

La terapia convenzionale per l'insonnia sono i farmaci Ipnotici (i cosiddetti sonniferi) e le benzodiazepine che generano un'elevata dipendenza e possono essere dannosi per la salute. La loro interruzione può provocare alcuni disturbi somatici e psichici (ad esempio ansia, irritabilità, cefalea, vertigini, tremori fini ecc.).

Ci sono varie terapie che possono evitare l'utilizzo di questo tipo di farmaci.

Una psicoterapia del profondo può essere indicata nel caso il sintomo si manifesti a causa di vissuti traumatici o conflitti interiori mentre la terapia cognitivo comportamentale, che si avvale prevalentemente dell'uso di tecniche volte a migliorare l'igiene del sonno, può aiutare nel caso in cui il problema sia dovuto a cattive abitudini o credenze errate riguardo la qualità del sonno:

Ecco alcuni esempi pratici:

-dormire in un ambiente idoneo al riposo notturno;

-utilizzare materassi, cuscini e coperte adeguati e puliti;

-evitare luci, suoni o rumori che possono interrompere il sonno;

-limitare l'uso di sostanze eccitanti (come caffè, tè e nicotina) prima di coricarsi;

-limitare lo stress psico-fisico prima di coricarsi;

-evitare ambienti luminosi e/o rumorosi;

-evitare l'uso di smartphone, tablet e pc prima di coricarsi;

-coricarsi sempre alla stessa ora;

-evitare le abbuffate prima di dormire;

-usare tecniche di rilassamento come lo yoga.

Anche l'alimentazione ha un ruolo nella qualità del sonno.

Si sconsiglia l'assunzione di alcuni specifici alimenti nel pasto serale e, inoltre, con l'aiuto di un nutrizionista è possibile bilanciare le necessità nutritive nelle varie fasi della giornata facendo in modo che la cena risulti il pasto più leggero e meno impegnativo per il nostro metabolismo.

Ne scriveva già Plinio il Vecchio nel suo "Naturalis Historia": gli effetti sedativi della cannabis sono sempre stati noti sin dai tempi più antichi.

Le relazioni fra Cannabis e Insonnia sono state ampiamente studiate negli ultimi decenni. Approfondimenti sul sistema endocannabinoide, i recettori e i diversi fitocannabinoidi hanno permesso di arrivare a conclusioni sempre più convincenti sull'utilità ed efficacia di queste sostanze in varie forme di siturbi del sonno ed Insonnie.

La maggior parte dei pazienti trattati con la Cannabis Medica presenta tempi di latenza di addormentamento ridotti rispetto a prima di cominciare la terapia con questo farmaco.
Il dato è riscontrato in modo ricorrente sia negli studi scientifici incentrati sull'Insonnia e difficoltà a prendere sonno, sia nel caso di assunzione del farmaco per altre ragioni di salute. 

Uno studio del 2016 condotto dalla School of Chinese Medicine (Hong Kong) fu il primo a correlare il consumo di infiorescenze di Cannabis, auto-somministrata dai pazienti nel loro ambiente di sonno naturale, con miglioramenti significativi nell'insonnia percepita.

Il professor Peter Eastwood ha condotto uno studio di ricerca presso il Centro per la Scienza del Sonno della University of Australia (UWA). Lo studio, randomizzato a doppio cieco, si proponeva di valutare non solo l'efficacia del trattamento ma anche la sua sicurezza ed è stato pubblicato su Pratical Neurology: 23 pazienti hanno ricevuto per due settimane un farmaco a base di Cannabis e per lo stesso tempo un altro campione ha ricevuto la somministrazione di un farmaco placebo.
Gli scienziati hanno misurato la qualità del sonno attraverso tracker basati sul polso, risposte soggettive e un questionario clinico chiamato Insomnia Severity Index (ISI).
I risultati dello studio sono particolarmente favorevoli, in quanto i pazienti trattati hanno dormito significativamente più a lungo e si sono addormentati più velocemente.
I benefici del trattamento, come previsto, si sono ripercossi positivamente sulla qualità della vita: sentirsi riposati dopo il sonno, sentirsi meno stressati e meno affaticati.
Lo stesso non si è verificato nei pazienti che hanno ricevuto in trattamento placebo.
I partecipanti hanno riferito eventi avversi di minima considerazione che includono secchezza secchezza delle mucose e lieve malditesta in alcuni casi. 

Il modo più conosciuto e comune di assumere Cannabis è quello di fumarla, la vaporizzazione e l'ingestione costituiscono dei metodi d'assunzione migliori per il trattamento dell'Insonnia in quanto producono effetti più solidi e duraturi (oltre al fatto che il fumo resta fortemente sconsigliato per la salute).