Disturbo Postraumatico da Stress in Pandemia: Ansia e Insonnia da Covid-19, come la Cannabis può aiutare

01.03.2021

LA PANDEMIA DA COVID-19 HA COMPORTATO ED ESACERBATO NELLA POPOLAZIONE MONDIALE SINTOMI DA STRESS COME ANSIA, INSIONNIA E DISTURBI DELL'UMORE
LA CANNABIS PUÒ AIUTARE NEL MANTENIMENTO DEL BENESSERE PSICOFISICO

Lo stress è un'esperienza comune negli esseri umani ed è definita come quella condizione in cui si trova l'organismo quando deve adattarsi alle esigenze imposte dall'ambiente.
In altre parole esso rappresenta la nostra reazione di fronte a richieste, prove o difficoltà varie.

Ogniqualvolta la situazione stressante diventa troppo intensa e troppo duratura nel tempo e quindi quando la reazione di adattamento perde di efficacia, questa reazione conduce ad un esaurimento progressivo delle risorse fisiche e psicologiche dell'individuo.

Importanti le conseguenze sul tono dell'umore e lo stato d'animo, non da meno quelle a carico della totalità delle funzioni e apparati del nostro organismo: difficoltà a digeririre, minore assimilazione dei nutrienti, abbassamento delle difese immunitarie, iperventilazione, tachicardia, tensione e dolore muscoloscheletrico, calo del desiderio sessuale, anedonia, disturbi del sonno, irritabilità.

Non è difficile intuire come questa risposta naturale del nostro corpo possa diventare disadattiva passando da sintomi generalizzati ad una patologia conclamata.

Da un anno a questa parte stiamo vivendo un clima di incertezza legato all'avvento del Covid-19 e le pesanti ripercussioni che ha avuto non solo nella vita di chi svolge professioni sanitarie e pazienti ospedalizzati ma nelle vite di tutti.
La paura, l'incertezza, preoccupazioni legate al virus, i cambiamenti e l'instabilità lavorativa, economica, le restrizioni, l'isolamento sociale, possono comportare manifestazioni di vario genere nella popolazione.
Alcune saranno più esplicite e caratterizzate prevalentemente da irritabilità, rabbia, ansia, panico, mentre altri potranno sentirsi intorpiditi e stanchi, demotivati, con difficoltà a concentrarsi.
Pazienti che riportavano sintomi nervosi come inappetenza cronica, tricotillomania, abuso d'alcol o cibi grassi, bruxismo, eruzioni cutanee e tanti altri, riportano una maggiore difficoltà nel mantenere l'equilibrio psicofisico precedentemente raggiunto con le cure, mentre persone che non ne avevano manifestati in precedenza si sono di recente trovate alla prese con queste problematiche.

Tutto questo, unito alla necessità di implementare il lavoro in Smart Working, e la conseguente esposizione prolungata agli schermi, può causare o peggiorare preesistenti emicranie e disturbi del sonno come Insonnia o risvegli frequenti, incubi e terrori notturni, risvegli dolorosi.

Da una revisione sistematica della SIP-Società Italiana di Psichiatria, sugli studi a tema Covid e salute mentale, risulta, ad un anno dallo scoppio della Pandemia, un'incidenza sul 30% della popolazione generale di sintomi da Disturbo Post Traumatico da Stress.
A rischio un italiano su tre, maggiormente esposte le donne.
Sebbene sia pesto per avere una stima esatta delle conseguenze psicologiche dovute alle restrizioni di mobilità causate dal COVID-19, l'OMS ha sintetizzato, in ottica di prevenzione, alcuni consigli da applicare per supportare il benessere psicologico e la salute mentale durante l'epidemia di COVID-19 tra cui:
-cercare di mantenere uno stile vita salutare, mangiare sano ed in modo equilibrato, e cercare di dormire bene e con regolarità;
-se si è in grado di svolgere attività fisica, non perdere l'occasione di restare in forma.
-evitare il consumo di alcool, tabacco;
-trovare dei momenti per prendersi cura si se stessi e prestare attenzione ai propri bisogni, emozioni e sentimenti;
-cercare il supporto necessario. Se lo stress, la paura o l'agitazione stanno influenzando negativamente la quotidianità creando una situazione di malessere, il supporto di uno psicologo può essere di aiuto.

Risulta più che mai importante, di questi tempi, evitare di far precipitare la situazione di salute, sia essa legata a patologie croniche, psichiatriche o allo sviluppo di sintomi nuovi, e richiedere se necessario l'assistenza di esperti della salute, medici e psicologi.

Le terapie basate sul contenimento del sintomo spesso impongono prolungate somministrazioni di farmaci per gestire ansia, insonnia, inappetenza, accessi d'ira, dolori muscolari, emicrania, nevralgia, non senza conseguenze sul nostro organismo.
L'utilizzo massivo di oppiacei, benzodiazepine, paracetamolo, ibuprofene, possono infatti causare nausea, vomito, stitichezza, patologie a carico fegato, dipendenza fisica, immunosoppressione, favorire l'insorgenza di Alzheimer o compromettere la funzionalità renale e cardiovascolare.

Fortunatamente la Cannabis rappresenta un rimedio sicuro e naturale dalle numerosissime potenzialità terapeutiche con effetti collaterali ridotti ed in grado di ristabilire il benessere agendo contemporaneamente su diversi disturbi dovuti allo stress.

La Cannabis è utilizzata molto efficacemente nel trattamento dell'insonnia, motivo per cui, alla stregua degli altri farmaci che compromettono le capacità attentive e predispongono al sonno, è necessario astenersi dalla guida o dall'utilizzo di macchinari pesanti finchè non si siano estinti gli effetti della sostanza.
Fermo restando questo divieto, la Cannabis può dunque essere un mezzo per contrastare i disturbi del sonno e le ripercussioni sullo stato di veglia che essi comportano.Secondo la ricerca scientifica recente i pazienti trattati con Cannabinoidi dormono significativamente più a lungo e si addormentano più velocemente ed hanno la sensazione di dormire più profondamente.
I benefici del trattamento hanno inoltre dato risultati sulla qualità della vita: sentirsi riposati dopo il sonno, sentirsi meno stressati e meno affaticati.

La terapia con la Cannabis non entra in competizione con altri tipi di terapie ma potenzia ed è potenziata da altri trattamenti naturali come l'agopuntura, la fitoterapia e la nutrizione e non ha interazione con i farmaci.
Inoltre, come da evidenze cliniche e self-report dei pazienti, può favorire uno stato d'animo più calmo predisposto all'accettazione di cure anche psicologiche: non è infrequente infatti che una terapia iniziata con la Cannabis porti il paziente verso altri trattamenti naturali e/o a intraprendere una psicoterapia.

Uno degli aspetti centrali dei disturbi legati allo stress è proprio la componente deficitaria di endocannabinoidi.

Studi scientifici effettuati dagli studiosi dell'Università di Washington e pubblicati all'interno del Journal Of Affective Disorder, hanno indagato sulla natura degli effetti psicoattivi della Cannabis a medio/elevato contenuto di THC che somministrato a determinati dosaggi può avere effetti sullo stress e le sue ripercussioni sul corpo e sulla mente.

La cannabis è notoriamente efficace in caso di ansia, insonnia, stress e stati depressivi e sempre più numerosi sono gli studi che dimostrano questi effetti: uno dei più significativi è stato svolto dal team della Washington State University guidato da Carrie Cuttler, professore associato di psicologia che ha studiato e testato attraverso uno studio "real life", l'effetto dell'assunzione di cannabis sui molteplici aspetti di wellbeing: pubblicato sul Journal Of Affective Disorder nel 2018 dimostra in modo concreto come e a quali dosaggi la cannabis possa concretamente incidere sulla vista dei pazienti che soffrono di stress cronico. 

Allo studio si devono le modalità innovative che hanno portato maggiore chiarezza sugli effetti della cannabis mediante inalazione: la valutazione è stata effettuata su pazienti che non han no consumato la Cannabis all'interno di un laboratorio ma bensì in casa propria. L'ambiente del laboratorio, artificiale ed estraneo, può alterare i risultati delle sperimentazioni. 

In soggetti particolarmente sensibili, l'utilizzo della cannabis può provocare stati d'ansia, motivo per cui è necessario essere seguiti da un medico esperto ed utilizzare prodotti controllati e certificati di provenienza farmaceutica.

Grazie all'utilizzo di Cannabis nei pazienti più colpiti dalle ripercussioni della Pandemia, è possibile ristabilire un ritmo regolare di sonno-veglia a favore di benessere e produttività diurni, ridurre gli scoppi d'ira, favorire un tono dell'umore adeguato o accettabile che predisponga alla volontà di curarsi e farsi curare e al mantenimento dei rapporti sociali, ridurre il dolore muscolotensivo e, in definitiva, aiutare a gestire lo stress.