Long-Covid: di cosa si tratta e come affrontarlo al meglio con la Cannabis Medica 

03.02.2022

STUDI NEL 2022 APPROFONDIRANNO LA POSSIBILITÀ CHE LA CANNABIS MEDICA POSSA ESSERE UTILE NEL CONTENIMENTO DELLA SINTOMATOLOGIA DOVUTA AGLI EFFETTI DEL LONG-COVID CARATTERIZZATA DA EMICRANIA, INSONNIA, DOLORE MUSCOLARE, STANCHEZZA E LA RISPOSTA IMMUNITARIA ECCESSIVA AIUTANDO I PAZIENTI A SUPERARE QUESTA FASE CONSEGUENTE ALL'INFEZIONE DA COVID-19

Come ben noto gli esiti del Covid-19 possono purtroppo essere anche fatali ma le manifestazioni sono estremamente variabili a seconda delle varianti del virus e su base individuale: i positivi possono essere completamente asintomatici oppure presentare sintomi in parte assimilabili ad una forte influenza (con alcune differenze) e risolversi entro qualche giorno dalla comparsa oppure possono rendersi necessarie lunghe e complicate degenze in ospedale.
In alcuni casi la sintomatologia si prolunga oltre le aspettative ovvero permane anche una volta che il tampone è finalmente tornato a risultare negativo.

Si parla di Long-Covid. Come si manifesta?
Si presenta frequentemente con stanchezza ed affanno (anche per piccoli sforzi), palpitazioni e dolori muscolari e articolari. I pazienti hanno spesso comunicato al medico episodi o periodi prolungati di insonnia con difficoltà di addormentamento, sonno interrotto o non sufficientemente profondo.
Sono stati riportati anche peggioramenti relativi ai dolori del ciclo mestruale in particolare in caso di patologie ginecologiche quali endometriosi, adenomiosi, dismenorrea.
Altri sintomi riscontrati dopo aver contratto il Covid e che possono manifestarsi una volta guariti sono acufene, dermatiti, emicrania, disturbi gastrointestinali fra cui nausea, vomito, costipazione e diarrea. Fra le tante alterazioni sono state riportate la ridotta capacità di coagulazione del sangue ed il verificarsi di risposte immunitarie accentuate

Il quadro sopra descritto è ciò che molto spesso si verifica una volta superata la fase acuta del Covid.
La condizione morbosa è stata recentemente definita in maniera ufficiale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: "La condizione post Covid-19 si verifica in individui con una storia di probabile o confermata infezione da SARS-CoV-2, di solito a 3 mesi di distanza dall'inizio del Covid-19 con sintomi che durano per almeno 2 mesi e non possono essere spiegati da una diagnosi alternativa".

Non è ancora possibile determinare gli esiti finali e la durata del Long-Covid, trattandosi di una sindrome sostanzialmente nuova, ma è possibile cautamente affermare che con ogni probabilità sia temporanea e, sebbene non esista ad ora un trattamento in grado di garantire la guarigione immediata, è possibile intervenire direttamente sui sintomi.
A tale scopo, sono stati predisposti, anche in Italia, dei centri specializzati in grado di occuparsi da un punto di visita multidisciplinare della riabilitazione post-Covid attraverso un percorso personalizzato, impostato sulla base delle specifiche manifestazioni del paziente.
Questi piani terapeutici prevedono anche un sostegno psicologico nei casi in cui la sindrome da Long-Covid sia caratterizzata in maniera importante da disturbi dell'umore, alterazioni del sonno e stress.

Già abbondantemente dimostrato dalla ricerca scientifica come i principi attivi della Cannabis siano in grado di agire positivamente su numerosi sintomi come emicrania, dolore muscolare, nausea, insonnia, rush cutanei (...), nel 2022 sono previsti studi scientifici mirati volti a ad approfondire la possibilità che la Cannabis possa combattere gli strascichi del Covid-19 valutandone l'effetto sul miglioramento di specifici sintomi o segni del Long-Covid e la qualità di vita dei pazienti a tre mesi (rispetto al placebo).

Secondo le dichiarazioni di Werner Nussbaumer, medico e presidente del Centro di Competenza per Cannabinoidi in Svizzera, la complicazione più preoccupante della fase post-Covid è l'esagerata risposta immunitaria dell'organismo.
Il Sistema Endocannabinoide riveste un ruolo chiave nella modulazione delle reazioni immunitarie, motivo per cui la Cannabis potrebbe rappresentare uno strumento utile a contrastare, con meccanismi diversi dagli antivirali o gli antinfiammatori classici, il quadro clinico dovuto al Coronavirus e le sue conseguenze.